Opere multimediali sull’arte

Carraro Lab in anni di attività nel mondo dell'arte ha elaborato una serie di soluzioni interattive che hanno ottenuto importanti riconoscimenti, come nel caso del Premio Moebius per Omnia Arte, o nel riconoscimento come migliore App italiana del 2011 per Firenze Virtual History.
L'interazione con il mondo della pittura è una delle più affascinanti esperienze rese possibili dalle tecnologie digitali: la pittura prende vita, acquista tridimensionalità, interagisce al tocco, si trasforma e si muove, sviluppando nuove relazioni con lo spettatore. Il digitale inaugura una nuova dimensione dell'arte, nuove modalità di fruizione, avvicinando ai segreti del linguaggio artistico un pubblico sempre più ampio. Toccare con mano le opere, azione decisamente proibita nei musei, diventa invece l’esperienza dominante di fruizione della pittura.

Firenze Virtual History

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Omnia Arte

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Dipinti in 3D

Nella App per iPad Firenze Virtual History sono stati sviluppati alcuni dipinti interattivi, utilizzando varie tecnologie Touch per l'analisi delle opere d'arte, che vengono rese tridimensionali e dinamiche. I vari elementi che compongono un dipinto, ad esempio i fiori della Venere di Botticelli, toccando lo schermo di iPad assumono vita propria, si evidenziano, si illuminano, si avvicinano. Alcune scene pittoriche sono state ricostruite interamente in tre dimensioni, rigenerando con modelli 3D ambiente, figure umane e oggetti che compongono l'immagine dipinta. Con questo approccio è stato ricostruito un piccolo disegno di Raffaello, che rappresenta alcune stanze in prospettiva illuminate da varie luci. Con i semplici strumenti della grafica, Raffaello disegna uno spazio virtuale, e pone in esso delle luci: riprendendo Leonardo colloca una luce sul fondo, e ad essa aggiunge una lanterna, una fonte luminosa artificiale che rende più complessa e studiata l’illuminazione della stanza. Il pittore diventa tecnico delle luci, e in questo studio di posa anticipa l’approccio tipico della fotografia e del cinema, come farà il grande maestro della fotografia dipinta, Caravaggio. Un altro celebre dipinto, un crocifisso di Giotto, è stato ricostruito con una metodologia simile, e con analoghi obiettivi: analizzare l'illuminazione del soggetto. Grazie a un sistema di illuminazione virtuale è oggi possibile gettare una luce su una figura tridimensionale. Il processo della creazione del volume in pittura è inaugurato da Giotto e poi perfezionato da altri grandi maestri dell’arte. Se la luce è frontale e diffusa, i volumi si appiattiscono e sono scarsamente evidenti. Le ombre morbide, e il contrasto chiaroscurale ridotto al minimo permette di visualizzare i dettagli delle volumetrie. Alzando la luce come se provenisse dal sole, si dà alla scena maggiore realismo, in quanto si espone la figura a una illuminazione simile a quella di un ambiente naturale aperto. La luce laterale seicentesca Posizionando una forte luce a lato della figura e abbassando la luce dell’ambiente, si ottiene un contrasto chiaroscurale simile a quello utilizzato da Caravaggio e dagli artisti del Seicento. Le luci limitano il loro raggio d’azione, e quindi le parti in ombra tendono a scomparire nel fondo scuro. La luce dal basso verrà utilizzata dagli artisti dell’espressionismo per aumentare la drammaticità della scena. È una luce innaturale, che deforma l’immagine in senso espressivo

Venere di Botticelli

Venere di Botticelli

Dipinti multilayer

Altri dipinti resi interattivi in Firenze Virtual History non sono stati rigenerati con modelli tridimensionali, ma articolando le immagini bidimensionali del quadro in uno spazio tridimensionale. Questa tecnica, oggi molto utilizzata nella cosiddetta Motion Graphics, rende tridimensionali immagini per loro natura 2d, come pitture e fotografie; si basa sull'isolamento delle figure e dei piani di paesaggio, che vengono poi collocati su vari livelli trasparenti posizionati su piani diversi. In questo modo, muovendo una camera o i livelli stessi, si ha l'impressione di entrare nel dipinto, come se esso acquisisse la terza dimensione. Un dipinto realizzato con questa tecnica dei livelli in tre dimensioni è la celebre Venere di Botticelli. Alcune grandi opere del Rinascimento fiorentino sono state rese tridimensionali e interattive con la tecniche dei livelli in tre dimensioni, come la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello

Dentro L’ultima cena di Leonardo

Ultima Cena. Virtual History ci permette di entrare letteralmente nel capolavoro di Leonardo ricostruito in 3D per scoprirne i segreti. La App mediante una serie di soluzioni tecnologiche studiate ad hoc definisce un nuovo rapporto con l’opera d’arte. Le coraggiose soluzioni prospettiche, i celebri gesti degli apostoli, le luci realistiche e scenografiche, danno forma ad una serie di macchine interattive che rendono possibile una nuova forma di contatto con il grande genio del Rinascimento Utilizzando iPad si apre un rapporto diretto con l’Ultima Cena di Leonardo, si può letteralmente “toccarla con mano”. Il dipinto ci appare con tutte le ferite causate dalla sua storia tormentata, ma mantiene una straordinaria potenza espressiva. Come in una macchina del tempo torneremo alla fine del Quattrocento, sull’impalcatura costruita di Leonardo, di fronte all’intonaco bianco, tra i colori e i disegni preparatori, per rivivere uno dei più straordinari momenti creativi della storia. La soluzione immersiva Bubble Viewer, trasformando iPad in una sorta di telescopio, ci permette di entrare nel dipinto, di esplorare la stanza prospettica ideata da Leonardo proiettata attorno a noi, di sederci di fronte agli apostoli e di procedere oltre ad essi, fino a raggiungere il paesaggio visibile dalle finestre sullo sfondo. Una esperienza interattiva senza precedenti per scoprire in modo nuovo uno dei più grandi capolavori della storia dell’umanità.

Ultima Cena Virtual History

Ultima Cena Virtual History

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Realtà virtuale per scoprire il Rinascimento

Con le tecnologie virtuali è possibile ripercorrere la conquista della realtà effettuata dai pittori del Rinascimento. Omnia Arte e Firenze Virtual History hanno sviluppato varie interactivity dedicate a questo tema. I pittori fiorentini del Quattrocento intraprendono una sistematica scoperta della natura; un percorso analogo a quello sviluppato dagli esperti di realtà virtuale negli ultimi 30 anni con le tecnologie della fisica particellare, del rendering, del motion capture. Come la tecnologia 3D alla fine del XX secolo, la pittura alla fine del Quattrocento riesce a imitare perfettamente le qualità percettive degli elementi naturali e artificiali: la lucentezza dei metalli, la trasparenza degli abiti di seta, la rifrazione del vetro, la ruvidità della roccia, la morbidezza della carne. Ma è soprattutto l'invenzione della prospettiva a evidenziare le analogie tra la ricerca pittorica rinascimentale e la grafica tridimensionale della fine del XX secolo. L'utilizzo della realtà virtuale per indagare il Rinascimento apre un percorso di ricerca interessante, un gioco intellettuale che connette due straordinarie stagioni della raffigurazione del mondo, rivelando analogie inaspettate.

Il Rinascimento a Venezia

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La grande pittura italiana

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Trionfi del Barocco

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