EuropCOM: digital kit per l'ecosistema della comunicazione

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gualtiero Carraro europcom

Intervento di Gualtiero Carraro al Workshop: “Beyond big tech: shaping Europe’s digital future”

Link alla videoregistrazione completa del workshop (originale in inglese e traduzione simultanea in francese)


Cominciamo dal titolo: Oltre le Big Tech
È una missione impossibile?
Oppure
Possiamo delineare una strategia pragmatica per l’ecosistema della comunicazione pubblica e suggerire alcuni strumenti digitali già disponibili?
Esploriamo vari scenari per la comunicazione istituzionale nell’era dell’Intelligenza Artificiale.
Il primo argomento è l’alfabetizzazione all’IA e la sua implementazione su larga scala.

AI LITERACY: FORMAZIONE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE


L’AI Act richiede alle istituzioni e alle aziende di fornire formazione sull’uso e legale dell’Intelligenza Artificiale.
Tuttavia, solo poche grandi aziende hanno implementato tale formazione.
Queste grandi aziende dispongono di un ufficio legale e di un dipartimento di formazione interno, che le hanno aiutate a progettare corsi di alfabetizzazione all’IA
Come si può raggiungere l’alfabetizzazione all’IA su larga scala?
Come possiamo promuovere l’alfabetizzazione all’IA in tutte le istituzioni, le aziende e le scuole in Europa?

KIT DIGITALE: UN LEARNING MANAGEMENT SYSTEM PER L’AI LITERACY
Il primo kit digitale che offriamo è Un sistema di gestione dell’apprendimento (LMS) specializzato per l’alfabetizzazione all’IA nelle istituzioni, nelle scuole e nelle imprese.
La piattaforma digitale include un programma di formazione con centinaia di risorse multimediali e di apprendimento virtuale.
Il programma di formazione
• offre un’introduzione all’IA,
• delinea il quadro normativo,
• evidenzia i rischi,
• esplora le opportunità nella sua applicazione in diversi settori
È adattato alle diverse esigenze e garantisce che le conoscenze siano mantenute aggiornate.

STRUMENTI PER I COMUNICATORI

In che modo i comunicatori possono gestire l’IA all’interno dell’ecosistema della comunicazione pubblica?
Il secondo scenario riguarda il ruolo della comunicazione istituzionale nel promuovere la consapevolezza e il pensiero critico riguardo all’intelligenza artificiale tra il grande pubblico, al fine di salvaguardare i valori europei e le istituzioni democratiche
SCENARIO
L’intelligenza artificiale sta avendo un impatto sull’ecosistema della comunicazione pubblica e sulla democrazia.
I comunicatori devono:
• seguire una formazione specifica in materia di alfabetizzazione all’IA
• adottare strumenti digitali dedicati
• sviluppare progetti rivolti a un vasto pubblico attraverso i mass media e i social media
Un obiettivo strategico è coinvolgere i media nella strategia volta a sensibilizzare l’opinione pubblica e a diffondere informazioni sull’intelligenza artificiale.
I professionisti della comunicazione istituzionale hanno un’opportunità senza precedenti. Nelle precedenti ondate di innovazione digitale – dagli smartphone ai social media – abbiamo assistito alla proliferazione incontrollata delle grandi piattaforme tecnologiche tra il grande pubblico. E dopo 20 anni, ci stiamo rendendo conto del danno e stiamo iniziando a prendere misure per mitigarlo.
Oggi, nell’ondata dell’Intelligenza Artificiale, l’AI Act ci impone di seguire una formazione collettiva sull’uso consapevole e conforme alla legge dell’intelligenza artificiale. È un’opportunità storica che dobbiamo cogliere.
In questo contesto, offriamo una varietà di kit digitali.
KIT DIGITALI E CASI DI STUDIO
AI City è un ambiente virtuale ideato per illustrare l’impatto dell’IA sulla società. Esplorando i vari luoghi della città, scoprirai i rischi e i benefici dell’IA sul posto di lavoro, nelle scuole, nella pubblica amministrazione, nella sanità e nei media.
L’AI book “Homo Extensus” è stato sviluppato per esplorare come l’intelligenza umana possa essere potenziata, anziché sostituita, attraverso l’interazione con l’IA.
Alcuni casi di studio di programmi televisivi pensati per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’impatto dell’IA sulla società:
• L’episodio “Artificial Revolution” sulla RAI
“L’intervista impossibile a JFK” su Sky

IA privata Per le istituzioni

Il terzo scenario riguarda la protezione della proprietà intellettuale e dei dati sensibili appartenenti alle istituzioni europee, dalle autorità regionali alle università
La protezione dei dati sensibili e della proprietà intellettuale appartenenti alle istituzioni europee, alle imprese e ai cittadini può essere ottenuta ribaltando l’attuale paradigma architettonico
—basato sul cloud globale delle Big Tech—e orientandosi verso soluzioni di IA privata

KIT DIGITALE
Si stanno sviluppando architetture private per aziende e istituzioni utilizzando modelli di IA open-source, addestrati con dati forniti dai clienti.
Questi sistemi garantiscono la protezione e la privacy delle informazioni private e istituzionali.

Il sistema “AI switcher” consente agli utenti di passare da un modello all’altro, utilizzando così i modelli più efficaci per ogni esigenza specifica, al fine di ridurre il rischio di dipendenza e di vincolo da parte delle grandi aziende tecnologiche.

Grazie per la vostra cortese attenzione. Resto a vostra disposizione per eventuali domande, commenti o ulteriori approfondimenti.

DIBATTITO

Come possiamo utilizzare l’IA in modo responsabile rimanendo consapevoli dei rischi quali privacy, copyright, pregiudizi, trasparenza e responsabilità?


È necessario fornire una formazione su larga scala sull’alfabetizzazione all’IA per l’intera società, come richiesto dall’AI Act, che ci chiede semplicemente di comprendere l’IA prima di adottarla. Questa formazione dovrebbe aiutarci a comprendere le basi dell’intelligenza artificiale, le sue normative e i rischi, nonché le opportunità che derivano dal suo uso corretto.

Di quale tipo di alfabetizzazione all’IA hanno bisogno i comunicatori per poter gestire l’IA, anziché esserne gestiti? Può fornire esempi concreti?


Abbiamo bisogno degli strumenti digitali giusti. Ad esempio, una piattaforma di gestione dell’apprendimento specializzata nell’alfabetizzazione all’IA. Ma abbiamo anche bisogno di nuovi media digitali — informativi, visivi, multimediali e immersivi — che mostrino al pubblico come la società stia cambiando a seguito dell’impatto dell’intelligenza artificiale. Abbiamo anche bisogno di una riflessione intellettuale sulle forme future dell’intelligenza umana, che deve essere ampliata, non sostituita, dall’intelligenza artificiale.
I comunicatori istituzionali devono ispirare giornalisti ed editori a sviluppare progetti editoriali educativi sull’alfabetizzazione all’IA per il grande pubblico, sulla carta stampata, in televisione e sui social media.

Come dovrebbe essere, in pratica, una strategia europea per un’IA sovrana?


L’Europa non deve restare indietro e seguire i modelli consolidati delle grandi aziende tecnologiche con risorse inadeguate. Non dobbiamo limitarci a replicare motori di ricerca, social media e architetture cloud basate sul modello delle grandi aziende tecnologiche. Dobbiamo essere in grado di anticipare le tendenze future e trarne vantaggio – ad esempio, l’IA privata, che consente a istituzioni, aziende e individui di possedere la propria intelligenza artificiale sicura. Oppure investire non solo nelle tecnologie, ma anche nella formazione delle persone affinché le utilizzino in modo critico, efficace e responsabile.