La pubblicazione curata da Antonio Scuderi e Fernando Salvetti, per FrancoAngeli, descrive l’innovazione e le best practices nel digitale per i Beni Culturali in Italia. Il libro, pubblicato solo nella versione inglese, intende sottoporre all’attenzione della community internazionale Hi-Tech le eccellenze digitali italiane in un settore dove l’Italia viene riconosciuta a livello globale.

Carraro LAB viene citata ampiamente nel capitolo “Innovative and Cutting-Edge Practices”, insieme ad altri operatori italiani, in particolare per la APP culturali, i video a 360 gradi, la realtà virtuale e aumentata.  E’ descritto il percorso nelle APP virtuali  a partire dal 2010, con iDante, Roma Virtual History, Bibleworld, per arrivare alle esperienze VR (Being Leonardo, Expo 2015) e AR (sviluppate con Art Glass nel caso di Brixia Time Machine, vincitrice del premio Avicom a Budapest). Viene citata anche l’introduzione, per primi al mondo, di Street View, anticipando Google nel 2006.

Il patrimonio culturale, in Italia, è una fonte inesauribile di innovazione dove le tradizioni si incontrano con le tecnologie più avanzate, soprattutto a partire dalla rivoluzione digitale 4.0 in corso. Il patrimonio digitale sta diventando una dimensione interessante: il pubblico contemporaneo si aspetta stabilità e flessibilità dai musei, che dovrebbero avere attrattività senza perdere credibilità.
La tecnologia e l’exhibition design possono contribuire alla creazione di nuovi spazi e soluzioni innovative, per far vivere al pubblico un’esperienza memorabile.
La digitalizzazione ha un ruolo primario da svolgere nella conservazione e promozione del patrimonio culturale, soprattutto valorizzando le esperienze di vita reale – piuttosto che sostituirle. Il digitale non è solo un modo per smaterializzare il nostro patrimonio culturale, ma – soprattutto se associato alla narrazione visiva – anche un modo potente per migliorare la capacità umana di generare contenuti coinvolgenti ed esperienze memorabili.