Estratti dall’intervista a Gualtiero Carraro pubblicata su “La Provincia”, giornale di Como
L’ALTERNATIVA ETICA AI SOCIAL IL PROGETTO “HUMAN MEDIA”
MARIA GRAZIA GISPI
Dall’individuo alla comunità. Senza pubblicità né profilazione, supervisionato e indipendente dalle Big Tech
«Non basta dire ai giovani cosa non devono fare, occorre progettare strumenti digitali su logiche diverse»
Non social alternativi, ma alternative ai social: è l’idea di Human Media per bambini e ragazzi. II progetto promosso da da Gualtiero Carraro, imprenditore e innovatore digitale, è un ecosistema di applicazioni pensate per superare il modello delle Big Tech e ingaggiare la comunità educativa in una nuova alleanza.
La risposta istituzionale all’ impatto dei social sui ragazzi sembra essere quella regolatoria o proibitiva: qual è invece l’approccio che propone Human Media?
I problema di fondo è che la legge da sola non crea prodotti; stabilisce dei limiti, ma non costruisce mondi digitali. La nostra visione nasce proprio da questa consapevolezza: non basta dire ai giovani cosa non devono fare o dove non devono andare, occorre progettare e mettere a disposizione strumenti digitali costruiti fin dall’inizio con logiche e architetture radicalmente diverse. Non abbiamo bisogno dell’ennesimo “social alternativo” strutturato sulle medesime dinamiche di engagement delle Big Tech ameri cane, ma di vere e proprie “alternative ai social”.
Cosa comporta dal punto di vista tecnico ed economico creare un’alternati va ai social media tradizionali?
Significa ribaltare il modello di business e il destinatario di riferimento. Le piattaforme mainstream si rivolgono al singolo individuo per catturarne l’attenzione, prolungare il tempo di permanenza a schermo e monetizzare attraverso la profilazione dei dati e l’inserimento pubblicitario. Questo meccanismo genera inevitabilmente dinamiche di dipendenza ed esternalità negative sulla salute mentale dei più giovani.
II nostro approccio, denominato Human Media. sposta il baricentro dall’individuo isolato alla comunità educativa nel suo
complesso: scuole, famiglie, istituzioni pubbliche, fondazioni, associazioni del terzo settore e realtà del mondo ecclesiale. Non ci proponiamo come un’azienda isolata che vuole sfidare frontalmente i giganti della Silicon Valley sullo stesso terreno commerciale,
ma come abilitatore tecnologico per una rete di soggetti alleati che condividono una responsabilità educativa.
Ecosistema di applicazioni Sviluppato da Carraro Lab
Con Carraro Lab, per la prima volta, viene sviluppato in Italia un ecosistema di applicazioni pensate per offrire ai più giovani un ‘esperienza digitale costruita secondo criteri diversi da quelli delle piattaforme social tradizionali. È questo l’obiettivo di Human
Media, il progetto che Gualtiero Carraro, imprenditore e innovatore digitale con una lunga esperienza nello sviluppo di progetti tecnologici in Italia e a livello internazionale, presente alla conferenza Moebius di Lugano, dove ha portato per la prima volta al mondo un ecosistema di applicazioni già funzionanti, sviluppati da Carraro Lab e pensati per offrire ai più giovani un’esperienza digitale costruita secondo criteri diversi da quelli delle piattaforme social tradizionali. I prototipi già funzionanti, progettati dalla Designer Elena Carraro, comprendono esperienze dedicate alla natura, all’arte, alla cultura, alle passioni personali e alla conoscenza, oltre a strumenti per la selezione e la fruizione di contenuti presenti sul web attraverso una mediazione adeguata all’età. Sono previste inoltre esperienze legate al viaggio nel tempo, alla creatività e alla scoperta delle attitudini individuali. Un elemento caratterizzante è la dimensione phygital. «II punto non è soltanto togliere, controllare o limitare —
spiega Gualtiero Carraro — ma cominciare a progettare ciò che potrebbe venire dopo i social media.
Vedi il video della conferenza di presentazione di Lugano

