Lo scenario: il Kids Act dell’Unione Europea
Il progetto delle “Alternative ai social” si inserisce nel contesto della proposta del Kids Act, la nuova regolamentazione dedicata al digitale per i minori, con la quale l’Unione Europea assume una posizione innovativa. Si prevede infatti la proibizione del social fino a 13 anni, il controllo parentale a 13 e 14 e un ambiente digitale idoneo anche sopra i 15. Ma è sufficiente proibire o modificare i social dominanti, educare all’uso, o proporre nuovi social alternativi?
Le esperienze internazionali, tra cui il caso dell’Australia, dimostrano che il divieto non viene rispettato e i minori finiscono dalla padella alle brace: chatbot, porno, videogame. Per i minori dobbiamo quindi cominciare a progettare delle Alternative ai Social.
Dai Social Media agli Human Media: Lugano 3 ottobre 2026
Il 3 ottobre avviene la presentazione al Moebius di Lugano delle piattaforme “Human Media”. Gualtiero e Elena Carraro illustrano i principi del progetto e mostrano l’anteprima di un ecosistema di applicazioni.
I principi delle applicazioni alternative ai social
- Ricostruire le relazioni tra i minori e la comunità educativa
- Ridurre la quantità e aumentare la qualità delle esperienze digitali
- Non raccogliere dati dai minori (privacy by design)
- Promuovere attività Phygital (fisiche e digitali). Favorire rapporti reali tra le persone, nella natura e nel territorio
- Supportare una crescita armonica dell’individuo, con versioni adattate alle esigenze delle diverse fasi dell’età evolutiva
- Fornire gratificazione e gradimento mediante meccanismi ludici
Esempi applicativi
In coerenza con i principi metodologici, è stato sviluppato un ecosistema di applicazioni. Ad esempio:
- Esplorare la natura e scoprire l’arte che ci circonda, con un atteggiamento responsabile
- Selezionare le cose migliori dalla rete e averne una chiave di lettura mediata per l’età evolutiva
- Progettare il proprio futuro, scoprire le proprie attitudini
- Sviluppare insieme un senso critico nei confronti dei social media
- Viaggiare nel tempo e accumulare punti con esperienze nel passato
- Coltivare le proprie passioni, dall’arte all’orto
Due modelli di business alternativi
E’ necessario non ripetere l’impostazione dei social media tradizionali, copiando in ritardo e con risorse inadeguate un sistema già consolidato.
SOCIAL MEDIA
- Registrazione gratuita degli individui
- Profilazione, raccolta e vendita dai dati
- Pubblicità personalizzata
HUMAN MEDIA
- Iscrizione di adulti e minori con supervisione
- Supporto della comunità educativa per finalità etiche
- Sostegno economico da istituzioni, fondazioni, associazioni, famiglie
Lo stato dell’arte
Il progetto include già un ecosistema con numerose applicazioni prototipali funzionanti. Si tratta di web app non inserite negli APP store delle Big Tech ma ospitate in una architettura cloud sovrana. Carraro LAB è pronta a condividere con altri partner che appartengono alla comunità educativa il supporto e la sperimentazione sul campo delle alternative ai social.
Un progetto aperto
Il cantiere delle alternative ai social è un progetto aperto: nato all’interno di Carraro LAB, oggi si apre alla condivisione e collaborazione con altri partner che appartengono alla comunità educativa, a cominciare dal supporto e la sperimentazione sul campo delle alternative ai social.
Il progetto si rivolge a istituzioni pubbliche, fondazioni con finalità etiche ed educative, Enti religiosi, Scuole, Media rivolti all’infanzia
Carraro LAB propone diverse modalità di partnership per mettere in atto le alternative AI Social.
- Co-progettazione e coinvestimento nella ricerca, realizzazione e sperimentazione delle applicazioni.
- Versione personalizzata delle applicazioni per i partner
- Acquisizione di licenze su larga scala per la distribuzione del progetto nelle comunità educative, ad adulti e minori

Da Bruxelles al Vaticano un appello a saper progettare oltre le big tech:
Il progetto si inserisce in una visione più ampia del futuro digitale dell’Europa: il 10 giugno Gualtiero Carraro ha partecipato al convegno “Beyond Big Tech, shaping Europe’s digital future” a Bruxelles, con Adalbert Jahnz, direttore dei social dell’UE, e Anna Zeiter, CEO del nuovo social europeo W. Il titolo indica chiaramente la linea europea verso una sovranità digitale nel rispetto dei principi etici europei. Nel vecchio continente anche la voce del Pontefice, nell’Enciclica “Magnifica Humanitas”, lancia un appello per opporsi al predominio tecnocratico di poche aziende globali dominanti, in particolare nell’ecosistema digitale. mjkkNon basta più sviluppare sistemi analoghi a quelli consolidati delle Big Tech americane e cinesi: si richiede di immaginare progettare modelli innovativi e alternativi.
Chi siamo: Carraro LAB nella cultura e nell’educazione
Carraro LAB ha ottenuto 11 premi internazionali nella cultura digitale, e realizzato progetti su larga scala in ambito educativo, tra cui:
- Omnia e altre 150 opere multimediali, che hanno portato negli anni ‘90 la multimedialità nelle famiglie in Italia e in Europa
- XR Edulab e altre piattaforme didattiche presenti in 1000 scuole italiane, che hanno sviluppato 10.000 ambienti virtuali partecipativi con il supporto di 100 partner
- Piattaforma in realtà virtuale di Expo 2015, utilizzata da oltre 1 milione di persone
- Programmi televisivi con RAI per la divulgazione e l’educazione al digitale
