AI literacy, AI sovrana e Homo Extensus nel quartiere europeo
Nella presentazione dell’AI-book Homo Extensus, all’European Tourism Day e in una serie di incontri presso diversi organismi comunitari, collegati alla Commissione, al parlamento e ad altre istituzioni, si riscontra una fortissima sintonia bipartisan dei rappresentanti dell’Unione Europea con la visione antropocentrica della Intelligenza Estesa, con le piattaforme per la formazione all’uso responsabile dell’AI (normativa AI Literacy) e con le strategie per l’AI sovrana.

HOMO EXTENSUS E INTELLIGENZA ESTESA
Homo Extensus viene percepito come una chiara visione europea antropocentrica alternativa a quelle tecnocratiche extraeuropee, quelle della singularity e del transumanesimo. Alla presentazione del 28 gennaio sono intervenuti Salvatore di Meo, Maria Teresa Vivaldini e Antonio Cenini ed erano presenti altri parlamentari europei di diversi gruppi parlamentari.
Le esemplificazioni di Intelligenza Estesa presentate nell’evento – applicate a cultura, turismo ed educazione – indicano l’esigenza di progettare nuove forme di Intelligenza umana, potenziata e non sostituita dall’AI.

AI SOVRANA
La strategia per l’AI sovrana, in linea con la visione UE, si articola su diversi piani. Si possono prevedere architetture Edge (nelle sedi delle singole entity private o pubbliche) e On Premise (in datacenter europei) ma su scala europea occorre ormai considerare anche le AI-factory, costituite da una rete di supercomputer europei pubblici. Abbiamo condiviso progetti pilota di applicazioni AI-act compliant per la pubblica amministrazione. Nei giorni scorsi la Francia di Macron e altri paesi (tra cui l’Italia) ha iniziato a seguire l’esempio australiano di stop al di sotto dei 15 anni ai social, dominati da algoritmi tossici e da monopoli extraeuropei. Ma va assolutamente evitato il rischio che gli adolescenti si trasferiscano in massa dai social ai chatbot USA e cinesi, che costituiscono un rischio ancora maggiore a livello cognitivo e psicologico. Va quindi colmato il vuoto dei social tossici con alternative digitali positive.

AI LITERACY NELLA SCUOLA E NEI MEDIA
L’AI literacy, formazione all’uso consapevole e responsabile dell’AI, va perseguita con piattaforme in grado di raggiungere le scuole, le imprese, i cittadini. In quest’ottica è stato particolarmente apprezzato il format AI City presentato da Carraro LAB. Anche i Media europei svolgono un ruolo fondamentale per distinguere l’AI tossica da quella utile a fini didattici, culturali e professionali (in questo contesto si rileva la strategia UE “Apply AI”), e per non cadere in un rifiuto acritico e in quindi provocare un ritardo tecnologico.

