Gualtiero Carraro
Il wow effect che é alla base del successo di chatGPT ha un fondamento primordiale.
La potenza creativa di un prompt, che ottiene risultati a partire dalla parola, è qualcosa che nell’immaginario umano richiama l’onnipotenza divina.
Nel racconto biblico della creazione Dio disse: “sia fatta la luce. E la luce fu”.
È la parola stessa a creare il mondo. Una parola “magica”, come sarebbe descritta dagli antropologi.
Il nostro rapporto con l’Intelligenza Artificiale si fonda nella generazione creativa sulla base del linguaggio.
Esprimo una richiesta e ottengo un testo, descrivo una immagine e questa compare magicamente. Andando oltre, da una descrizione scritta si attiva un processo agentico, si sviluppa una applicazione software, domani si produrrà un oggetto materiale grazie all’AI fisica, incorporata.
Generativo ha la stessa radice di genesi.
In qualche modo, l’AI ci conquista e sorprende con un effetto, forse un delirio o una allucinazione, di onnipotenza, di potere magico, di divinitá.
Per questo occorre tenere i piedi per terra, attivare il senso critico e capire che tocca a noi dare un senso all’AI, affinché non rischi di potenziare il nostro lato oscuro.
Seppure magico, resta uno strumento artificiale che deve attendere nostre indicazioni.
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