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Intelligenza artificiale immersiva nel Cortile d’Onore di Brera

Nel contesto del progetto PNRR Brera C.O.M., l’Accademia di Belle Arti di Brera il 25 e 26 febbraio 2026 ha presentato nel convegno “Quantum C.O.M. Nuove intelligenze generative e mediali”, una sperimentazione innovativa che integra intelligenza artificiale e realtà immersiva nella valorizzazione del patrimonio culturale: il Palazzo Dialogante.

Si tratta di un’applicazione di intelligenza artificiale immersiva sviluppata da Carraro Lab, dedicata al Cortile d’Onore del Palazzo di Brera. L’obiettivo è trasformare uno spazio storico – simbolo di tre secoli di cultura europea – in un ecosistema digitale conversazionale, capace di mettere in dialogo visitatori e protagonisti della storia milanese scolpiti nel marmo.


Un cortile che prende voce

Al centro del cortile si erge la statua di Napoleone Bonaparte, simbolo dell’influenza della Rivoluzione francese su Milano. Attorno a lui, nei due livelli del portico e lungo lo scalone monumentale, si dispongono le effigi marmoree dei protagonisti della cultura lombarda tra XVII e XIX secolo.

Tra questi figura Cesare Beccaria, autore di Dei delitti e delle pene, testo fondativo del pensiero giuridico moderno contro la pena di morte.

Nel Palazzo Dialogante, queste sculture diventano figure “vive”: il visitatore può ascoltare la loro presentazione in prima persona e avviare con l’intelligenza artificiale una conversazione sulle loro ricerche multidisciplinari e sui movimenti culturali che rappresentano – dal Barocco all’Illuminismo, dal Neoclassicismo al Romanticismo, fino al Risorgimento e al Realismo.


Un’intelligenza artificiale contestuale

La piattaforma utilizza una tecnologia italiana basata su RAG (Retrieval Augmented Generation). Il modello linguistico è stato addestrato con contenuti specifici relativi alla cultura milanese e alle figure presenti nel cortile, riducendo le informazioni generaliste e privilegiando un sapere rigorosamente contestuale.

L’intelligenza artificiale non si limita a fornire risposte testuali o vocali: attiva collegamenti diretti ai punti interattivi dell’ambiente virtuale, guidando l’utente verso la posizione 3D delle sculture e degli elementi architettonici citati nella conversazione.

Lo storytelling lineare lascia così spazio allo “spacetelling”: la narrazione coincide con la navigazione tridimensionale.


Un palazzo della memoria

Il progetto si ispira all’arte della memoria di Marco Tullio Cicerone, fondata sui loci et imagines: luoghi e immagini come struttura del pensiero. Il Cortile d’Onore diventa così un “palazzo della memoria milanese”, dove l’architettura seicentesca – capolavoro di Francesco Maria Richini – e le sculture ottocentesche, conversando, delineano una mappa intellettuale navigabile.

L’esperienza assume una dimensione quasi animistica: le statue parlano in prima persona, evocando l’“imitation game” teorizzato da Alan Turing. Il visitatore è invitato a entrare nel gioco intellettuale, consapevole della sua natura illusoria ma coinvolgente.


Brevetto italiano: Intelligenza artificiale e realtà estesa integrate

La piattaforma tecnologica, denominata Extended Intelligence Lab, è coperta da brevetto (Carraro LAB N. 102023000022941, registrato nel gennaio 2026 ).

Il sistema integra:

  • fotografie immersive a 360°
  • modelli 3D
  • punti interattivi
  • contenuti testuali e vocali generati dall’AI

Il modello è addestrato a “pensare” e a “esprimersi” in 3D: descrive ambienti, oggetti, funzioni e animazioni in coerenza con l’esperienza immersiva.

L’utente può così porre domande e ricevere risposte sia informative sia spaziali, navigando nell’ambiente virtuale attraverso collegamenti intelligenti.


Un laboratorio didattico aperto

Il Palazzo Dialogante è anche un laboratorio editoriale e formativo. La piattaforma è modificabile da docenti e studenti dell’Accademia, che possono intervenire sia sull’ambiente immersivo sia sul sistema conversazionale.

Le attività comprendono:

  • progettazione di ambienti XR + AI per beni culturali
  • riprese immersive in loco
  • costruzione del database per l’addestramento, la data ingestion
  • creazione del system prompt
  • sviluppo di contenuti multimodali (testi, audio, video, 3D)
  • test e perfezionamento dell’esperienza

Il laboratorio esplora inoltre le potenzialità dell’AI generativa nella creazione di nuove “agentes imagines”: immagini digitali in movimento, tra “regenerative arts” e “regenerative history”, in dialogo con storici e studiosi.


Indipendenza digitale e visione europea

La piattaforma aderisce allo standard internazionale WebXR, è accessibile cross-device (visori VR/AR, smartphone, PC, proiezioni immersive) tramite semplice browser web ed è autonoma rispetto ai grandi ecosistemi Big Tech.

Ospitata su server italiani, basata su tecnologia open source e dotata di un sistema proprietario denominato “AI switcher”, consente di selezionare modelli linguistici alternativi, privilegiando soluzioni europee.

Il progetto si inserisce nella visione delineata nel manifesto Homo Extensus, presentato a Bruxelles nel gennaio 2026: un approccio antropocentrico all’intelligenza artificiale, in cui l’uomo rimane autore e l’AI è un’interfaccia inclusiva e multimodale.


Un nuovo paradigma per il patrimonio culturale

Il Palazzo Dialogante non è soltanto un’applicazione tecnologica. È un modello di integrazione tra arte, memoria, didattica e intelligenza artificiale.

Trasforma un luogo storico in uno spazio conversazionale, dove la cultura non si limita a essere osservata, ma viene interrogata.
Un progetto italiano che propone una forma distintiva di intelligenza artificiale applicata al patrimonio: immersiva, contestuale, critica e profondamente europea.